INTOLLERANZA o ALLERGIA? Facciamo chiarezza, sono due cose diverse!

Essere intolleranti ad alcuni alimenti è differente dall’esserne allergici: l’allergia implica una risposta immediata da parte del nostro sistema immunitario, nell’arco infatti di pochi minuti, si può scatenare una reazione, mediata dalle immunoglobuline, che nei casi più gravi può portare anche allo shock anafilattico.

intolleranzeL’intolleranza invece è molto più subdola e difficile da identificare. Giorno dopo giorno con l’assunzione di alimenti ai quali siamo intolleranti si determina una vera e propria intossicazione, data dall’accumulo di tossine, generate dall’alimento non adatto al nostro organismo. Queste tossine che, circolando nel sangue, sensibilizzano, a lungo andare, il nostro sistema immunitario, generando, nei pazienti predisposti, varie problematiche fino alle patologie autoimmuni. Inoltre questo accumulo di tossine genera spesso infiammazione delle pareti intestinali, generando la cosiddetta sindrome dell’”intestino colabrodo” o disbiosi, oggi sospettata di essere la causa di molte patologie come: morbo celiaco, malattia di Crohn, eczema atopico, fastidi digestivi, affaticamento cronico, asma, emicrania, sovrappeso, infiammazioni croniche…

Inoltre un’alterazione della mucosa intestinale, determina anche un’alterata risposta delle difese immunitarie che risultano indebolite. 

Intolleranze alimentari e patologie

L’intolleranza alimentare altro non è che un fenomeno di accumulo, di continua e ripetuta stimolazione del sistema immunitario. Per questo i sintomi o i “disturbi” rimangono per così dire “subclinici” per molto tempo, finché l’accumulo di cellule infiammatorie (citochine) non è tale da sovrapporsi ai fisiologici meccanismi di difesa; solo allora tali sintomi si rendono evidenti. Quindi non è l’alimento a provocare una intolleranza ma la continua stimolazione del sistema immunitario che determina nel tempo la comparsa di uno stato infiammatorio o il venir meno delle fisiologiche difese immunitarie.

E’ bene ricordare come molte patologie siano dovute dalla presenza di uno stato infiammatorio persistente quindi è plausibile pensare che una patologia infiammatoria otterrà beneficio se riusciamo a migliorare o eliminare uno stato infiammatorio generale.

Le patologie che più frequentemente possono essere correlate a intolleranze alimentari sono:

Sistema nervoso centrale – Cefalea ed emicrania, difficoltà di concentrazione, astenia, sonnolenza, affaticamento, sindrome da stanchezza cronica, alcune forme di insonnia.

Apparato respiratorio – Allergie Respiratorie, riniti, sinusiti, bronchiti, asma, tosse, raucedine, russamento, ostruzione nasale, olfatto ridotto o aumentato, “raffreddore da cibo”.

Apparato cardiovascolare – Palpitazioni, pesantezza e ritenzione idrica degli arti inferiori

Cute – Eruzioni cutanee, eczema, orticaria, acne, dermatiti, prurito cutaneo.

Apparato gastrointestinale – forse il più colpito, con gonfiore e dolore addominale, nausea, difficoltà digestiva, stipsi o diarrea, colon irritabile, gastrite, celiachia, flatulenza, meteorismo intestinale, eruttazioni, pesantezza post-prandiale.

Apparato genitourinario – Cistiti, vaginiti, infezioni, dismenorrea, candidosi, cistiti abatteriche (quelle in cui non sembra esserci alcun batterio responsabile).

Muscoli e articolazioni – Mialgie e crampi, tendenza agli strappi, dolori articolari, artriti, rigidità muscolare, artrite reumatoide. Miglior rendimento atletico dello sportivo amatoriale ed agonista.

Metabolismo, diabete e obesità – Trattamento del sovrappeso e dell’obesità, dismetabolismo lipidico e glucidico. Numerosi sono gli studi che mostrano una correlazione tra intolleranza agli alimenti e sovrappeso: controllando l’assunzione degli alimenti non tollerati si può ottenere una riduzione dell’infiammazione indotta dagli alimenti, una riduzione dei radicali liberi e un miglioramento della sensibilità insulinica, con effetti a cascata sul metabolismo. In genere comunque, qualsiasi disturbo con componente infiammatoria cronica dovrebbe fare riflettere sulla possibilità di poter diagnosticare una ipersensibilità alimentare nascosta.

Varie – Congiuntivite, stanchezza cronica immotivata, cellulite, miglioramento performance muscolare sportiva.

Dalle intolleranze si può “uscire” con un programma alimentare personalizzato che ti segue prima in un  percorso di disintossicazione e poi di “rieducazione alimentare” per non ripetere gli stessi errori ed evitare di tornare in “accumulo”.

Leggi anche: Cibo e Comportamento

a cura di dr. laura cavalli

 

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